#weddingclubnapoli un evento “in diretta”

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E mentre il #naimatrio suona durante l’evento cool del Wedding2017, l’ufficio stampa vi fa vivere quasi in real time il momento della tavola rotonda, momento di confronto e condivisione sui temi del #DestinationWedding.

Prima di tutto… cos’è il #DestinationWedding in Italia?

E’ il mercato del Wedding che si occupa di organizzare i matrimoni per gli stranieri. L’evento #WeddingClubNapoli è una delle sei tappe che il magazine più famoso del settore, Zankyou, ha organizzato con un tour molto interessante e che oggi si è fermato in Villa Andrea di Isernia.

L’evento, organizzato da Armando De Nigris, wedding Planner di fama internazionale, ha visto un momento di grande confronto fra gli operatori del settore (circa 80 imprenditori campani di spicco intervenuti) che ci ha indotto a condividerlo subito. Il tema è molto interessante e speriamo che questo sia l’inizio di una condivisione di intenti tra gli operatori del settore che devono impegnarsi quotidianamente per realizzare eventi meravigliosi ma anche situazioni di comfort per gli ospiti che scelgono le nostre Destination per dirsi Sì.

Perché gli stranieri scelgono la Campania per sposarsi? Sole, cibo e accoglienza?

Ma soprattutto, per proporre la nostra bella terra e i nostri servizi basta il #web? Forse è necessario essere presenti nelle occasioni di engage estero?

E le amministrazioni dovrebbero essere più flessibili, veloci e solerti nell’ascoltare le esigenze degli operatori che magari vorrebbero organizzare lo scambio delle promesse davanti a panorami mozzafiato, o nei luoghi pubblici?

Forse la nostra forza è il calore e il senso di accoglienza che sappiamo trasmettere al Sud, più che in altra zona d’Italia. Gli stranieri amano i nostri punti di forza e, solo facendo sistema, possiamo nascondere i punti di debolezza, interagendo tra noi operatori.

Gli stranieri amano le nostre destinazioni, ma forse conoscono i nostri punti di debolezza, perciò cercano un punto di riferimento, una guida e un problem solver.

Una tavola rotonda ricca di spunti e noi speriamo di partecipare ad altri eventi come questi, capaci di creare sistema.

#staytuned per tutto il racconto di questo evento grandioso!

Il Wedding Club Zankyou approda in Campania

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La Campania è il motore dell’economia del Wedding in Italia e per questo il portale internazionale delle nozze Zankyou l’ha scelta per il tour più importante in assoluto. Dopo le edizioni di Milano, Como, Bologna, Roma e Stresa, il prossimo Wedding Club Zankyou si terrà il 15 giugno in Campania, in Villa Andrea di Isernia, una delle location che abbiamo l’onore di seguire nella comunicazione.

MTLOOK sarà social media partner dell’evento riservato agli operatori del wedding, evento magistralmente coordinato da Armando De Nigris, di recente premiato tra i migliori wedding planner al mondo con il premio Ziwa 2017, ed avrà come tema Wedding destination al Sud e nelle Isole.

Ne siamo orgogliosi! Seguiteci sui nostri canali social per la diretta dell’evento!

Per conoscere i partner e avere maggiori informazioni, clicca qui -> Zankyou, Donna e Sposa, Blasting News, Informazione.it, Lo Strillo

Marketing delle festività

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Come ogni anno scriviamo la nostra letterina a Babbo Natale iniziando, con “Caro Babbo Natale, fa che gli imprenditori non ci chiamino anche quest’anno un minuto prima della mezzanotte per mettere in piedi la strategia delle festività…”

Quest’anno aggiungiamo anche un’altra preghiera sperando che gli imprenditori, anche i piccoli, anzi soprattutto i piccoli – perché i grandi sono ormai convertiti – orientino le loro strategie verso scelte sagge!

Vediamole!

Pima cosa: è necessario coinvolgere il pubblico che non significa scrivere i post su facebook terminandoli con il punto interrogativo! Significa coinvolgere clienti fidati. Se gli imprenditori, per intenderci, non forniscono alle loro agenzie i clienti dell’entourage più stretto e partecipativo, il gioco non funziona! Se gli imprenditori non capiscono che gli influenzatori sono fondamentali per spingere l’impresa perché ben il 69% degli utenti legge le loro opinioni, il lavoro dell’agenzia diventa TITANICO!

Quindi, la prima richiesta della letterina è quella di avere un rapporto stretto influencer/advertiser!

Seconda cosa: storytelling! Anche questo è un concetto più volte da noi ripreso e riguarda la narrazione dell’azienda da vati punti di vista. L’imprenditore metta la sua faccia e racconti perché è in grado di soddisfare i clienti, ad esempio. Emozioni, informazione e intrattenimento. Ecco cosa serve.

Terza ed ultima cosa: creare una strategia personalizzata! Il Target non basta più. Serve solo per una primissima scrematura, poi è necessario dare del TU al cliente, chiamarlo per nome, offrire un’opportunità appositamente creata ed infine misurare il successo dell’azione e programmarne IMMEDIATAMENTE un’altra…

Caro Babbo Natale, fa che quest’anno gli imprenditori non pretendano di far soldi con due post su facebook e fa che comprendano che se il marketer dà un indirizzo e questo viene modificato in corso d’opera, non si ottengono i risultati attesi. A buon intenditor poche parole, altrimenti…che continuino con il cartellone, il messaggino e il post su facebook, senz’altro saranno realizzate grandi cose!

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E dallo storytelling allo Scrollytelling

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Ormai sappiamo quanto sia importante raccontare una storia, da vari punti di vista, usando più canali contestualmente e con formule editoriali sensibilmente diverse, ed ora veniamo alla sfida quotidiana di chi fa redazione: raccontare una storia su una pagina web!

Intanto, ognuno di noi, sperimenta la navigazione verticale (peraltro noi l’abbiamo anticipata nel 2013 proprio con questo sito sul quale ci troviamo) con il parallax effect. Ognuno di noi, fa chilometri con il proprio indice per scorrere la pagina verso il basso e per catturare il senso di una lettura più velocemente possibile, tentando di arrivare alla fine.

La questione è talmente importante che… arriva lo Scroll-o meter, un’estensione di Crome che conta i passi compiuti sul Web! Quando si installa tiene conto dello schermo e delle sue dimensioni e porta il rimo di navigazione. Incredibile, vero?

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Con il concetto di scroll, arriva quindi lo scrollytelling, la risorsa principale della scrittura esplicativa digitale che, oltre ad essere servente per le politiche di #ArticleMarketing, serve a segnare, “come se fossimo in una maratona” [cit] traguardi importanti di lettura. La sfida oggi è: raccontare una storia in una pagina Web. La storia riguarda un prodotto, un servizio, oppure semplicemente un fatto. L’importante è la narrazione.

Ovviamente, tanto più è interessante il racconto, tanto più è facile che l’utente giunga alla fine per cui è davvero INUTILE e DANNOSO, fare introduzioni chilometriche per ribadire milioni di truisimi, per poi non dare, alla fine della pagina, ossia alla fine della “storia” un contenuto vero. Cosa sono i truismi? Verità. Ad esempio, una redazione che parla di nozze, anticipa il contenuto interessante (laddove per interessante, si intende qualcosa di nuovo e punti di vista che potenzialmente possono arricchire il patrimonio informativo dell’utente), con un truismo, ossia con una sensazione sicuramente comune a tutte le spose che stanno leggendo l’articolo. Alcune redazioni – anche importanti – rendono questo preambolo lunghissimo e poi finiscono per introdurre la pubblicità (ma prima o poi le spose capiranno quali sono gli articoli farlocchi, detto fra noi).

Ora, tornando al nostro racconto, vediamo quali sono i presupposti per scrivere una buona storia: lunghezza. Gli utenti vogliono, o meglio preferiscono, articoli lunghi. State strabuzzando gli occhi? Eh già sembra strano, ma in realtà è facilmente intuibile capire perché. Molti anni fa, nei primi anni del 2000, le redazioni migliori erano quelle che sfruttavano ipertestualità. In buona sostanza veniva suggerito il principio, secondo cui, “chi vuole approfondire clicca”. Oggi no. La velocità è tutto e quindi è meglio dir tutto, in una sola pagina, così l’utente “scrolla” e capisce dove sta il contenuto anticipatore, la notizia vera e l’approfondimento e sa benissimo che alla fine può anche saltare sulle leziose parole anticipatrici della pubblicità, leggendo direttamente il nome dell’azienda che vende quel determinato prodotto o servizio.

(inciso doveroso: anche le leziose parole anticipatrici della pubblicità lasciano il tempo che trovano perché si sa, quasi il 70% delle persone acquista dopo aver letto recensioni vere e il 22% di queste non acquista per una sola recensione negativa).

Torniamo a noi…

La lunghezza è gradita, e tanto più la scrittura è particolareggiata, tanto più vince, ma la sfida non è solo della redazione che pazientemente trova le giuste parole, calibrando ironia, spessore e novità, ma anche del grafico che dovrebbe sistemare “con giustizia e giustezza” le immagini all’interno di un contenuto e dovrebbe aiutare il redattore ad individuare le parole da grassettare per poter aiutare la lettura, da un punto di vista estetico. Se l’articolo è tecnico poi, l’interruzione con immagini o video esplicativi, è doverosa per creare la “scrittura” ad imbuto dal concetto generico a quello più specifico. Speriamo che questa lettura sia stata a prova di “scroll” e che i clienti della nostra azienda comprendano il valore della nostra redazione che compone articoli tecnicamente validi, anche dal punto di vista della lunghezza! 😉

Oggi parliamo di….Transmedia storytelling

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Dopo la pausa estiva del nostro blog, riprendiamo con un concetto relativamente nuovo (2006) che i veterani già conoscono e che magari applicano (esplicitamente o implicitamente) nelle loro gestioni quotidiane.

Perché ne parliamo? Per raccontare come funziona il social media marketing (ma non solo), affinché sia chiaro (qualora ancora non lo fosse) che ogni azione ha un peso e che per questo è preferibile scegliere un’agenzia che si occupa di gestire tutta la comunicazione per ottimizzare e massimizzare gli investimenti in comunicazione digitale.

In italiano è narrazione trasmediale. Lo dice il termine. Una forma di racconto che, attraverso vari tipi di media, perfeziona l’esperienza dell’utenza. Che paroloni, direte! Ma non è vero. Pensiamo. Quando vediamo una pubblicità, distribuita su canali diversi o in format diversi, non individuiamo sempre lo stesso “punto di entrata” per immergersi in quella narrazione? Sì, certo. La domanda è retorica, ma vediamo come applicarla e…dove applicarla! Si basa sulla ipersocialità (lo specifichiamo qualora qualcuno avesse ancora dubbi sui riflessi sociali dei social – bel gioco di parole – nelle nostre vite, laddove un soggetto si interfaccia direttamente con la produzione principale).

Studi e approfondimenti hanno consentito di individuare e ritoccare i principi del transmedia storytelling tra cui c’è la penetrabilità, cioè la voglia di un utente di saperne di più, la continuità, cioè una coerenza tra i contenuti che costruiscono una storia e la spalmabilità che non è la viralità. Perché la viralità lascia pensare che il contenuto si diffonda senza controllo, diversamente dalla spalmabilità che coinvolge il pubblico in modo attivo, l’estraibilità cioè la capacità degli utenti di estrarre dalle informazioni apprese contenuti da portare nei loro mondi. La cosa principale, in ogni caso, in questo scenario è la costruzione di una storia che si articola in varie fasi e che viene raccontata da vari media con differenti approcci… C’è la trama principale e dei retroscena che fanno scoprire altre sfaccettature di quella storia e ci sono le persone che fanno proprie quelle esperienze.

Qualche esempio? I Pokémon (gioco e film) e i reality games.

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Perché raccontarvi tutto ciò? Un’agenzia di comunicazione cosa credete che faccia? Non costruisce una storia e la distribuisce su diversi canali con diversi approcci per portare all’acquisizione di un’esperienza personalissima per il fruitore?

Ora, ci domandiamo, non vorresti conoscere quale potrebbe essere la traccia per narrare la storia e la vita della tua impresa? E quali retroscena immagi per raccogliere intorno alla tua esperienza una partecipazione attiva da parte dei tuoi clienti? Scoprilo. E’ il momento.

Precisazione: transmedialità non è crossmedialità. Transemiale è un universo unico raccontato sul web, sul catalogo e ovunque. Tutti gli elementi compongono una storia che però è accessibile anche attraverso microcontenti autoconsistenti. Questa forma di narrazione raggiunge un pubblico appartenente a luoghi diversi: lo spettatore può scoprire la storia, per esempio sul sito web della casa di produzione, conoscere le ultime novità tramite attraverso smartphone, …. E’ ovvio che ciò che avviene attraverso gli smartphone è maggiormente interattivo e dunque l’esperienza è più coinvolgente. Ora, ci domandiamo: non vorresti un’agenzia capace di gestire tutta la comunicazione su tutti i canali raccontando la tua storia? Ora puoi capire perché il nostro claim recita “Raccontiamo il tuo mondo”. Tutto ha valore.

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ADA: la rivoluzione del mobile marketing

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Il mobile marketing risponde ad un’esigenza seria, studiata e analizzata: le persone trascorrono molto del loro tempo attaccate al loro smartphone o ad altri device usati in mobilità, prendono le loro decisioni d’acquisto attraverso questi strumenti e tramutano la decisione d’acquisto in acquisto vero e proprio. Sono 22 milioni gli Italiani che navigano su dispositivi mobili (per non parlare del mondo), di cui il 77% decide e il 44% di questi acquista on line.

Ci sono dubbi? No. Ogni attività che voglia stare al mondo nel tempo attuale, deve rivolgere la sua attenzione al nuovo modello di vita, a quel modello che fa che sì che le persone camminino guardando lo smartphone (e non un cartellone pubblicitario), stiano a tavola leggendo mail e notifiche social (senza neanche degnare di uno sguardo la tovaglietta di carta con sponsor accuratamente selezionati) e che fa sì che si guidi con un occhio sempre attento all’aggiornamento digitale dell’ultimo secondo (anche se pericoloso e vietato! E senza notare che c’è una mega vela pubblicitaria ad un passo).

Ecco: di questo abbiamo parlato anche nell’ultimo blog dedicato ai micromenti di google, cioè frazioni minuscole di tempo durante i quali gli utenti vogliono info sul dato prodotto, magari per comprarlo. E’ qui che dobbiamo farci trovare pronti! Usiamo, per comunicare con il nostro utente e convincerlo a diventare nostro cliente, lo strumento che preferisce: lo smartphone! Il Mobile Marketing usa questo strumento per comunicare un contenuto (video, immagine, testo, info di contatto) in modo completo. L’sms è versatile, veloce e virale. V3.

  • E’ versatile perché è come una pagina bianca, sulla quale scrivere il contenuto che si desidera, con la veste grafica preferita (ricordiamo che il vecchio sms, solo di testo, non dà la possibilità di realizzare alcuna grafica, non è emozionale).
  • E’ veloce perché rapidamente si compone e molto più rapidamente viene consultato.
  • E’ virale perché se il messaggio è carino e offre contenuti convincenti, viene girato e condiviso.

Ecco. Questo è l’sms marketing e…. Ada? Chi è Ada?

E’ il nome di una piattaforma che oltre ad avere le 3V è intelligente! Che significa intelligente? Beh, noi tutti diciamo che una persona è intelligente se è integrata nel suo mondo, se comprende i segnali delle altre persone, se li traduce in fatti che, a loro volta, realizzano azioni mirate verso un obiettivo prestabilito. Ada, come una persona, parla e interagisce con gli utenti connessi (cioè presenti on line, non solo su facebook), comprende le loro esigenze e le tramuta in azioni finalizzate alla vendita e, attenzione, anche alla fidelizzazione. Ada, impostato da un’agenzia turistica ad esempio, comprende che l’utente è in cerca di vacanza, vuol restare in Italia e cerca strutture baby comfort e ha un determinato budget. Ha compreso ben 4 informazioni che cataloga, all’interno di una rubrica incredibilmente completa, abbinandole ad un numero contatto (nome, cognome età e sesso).

Ada può interagire con questi utenti e chiedere se preferiscono il nord o il sud Italia, se sono vegani, vegetariani o celiaci, o chiedere altre informazioni sul gusto.

Come? Attraverso una tecnologia che consente di inviare una landing che si chiama Dinamic Survey cioè che si ricompone, mostrando un contenuto diverso, in base alle risposte! Un miracolo, laddove spesso ci troviamo davanti a persone vere che non cambiano contenuto in base a ciò che noi diciamo, ma che testardamente (o stupidamente?) vanno avanti pacifiche a dir fiumi di parole…

Infine, Ada offre il contenuto desiderato. Come? Attraverso una landing (emotivamente accattivante come la storytelling) che offre la soluzione desiderata confezionandola in modo strepitosamente bello, funzionale e semplice applicando il modello di cui sopra V3.

Se questi punti dovessero essere insufficienti a convincere chiunque (persona intelligente: che cioè abbia voglia di tramutare sforzi in risultati) diciamo pure che la pubblicità su smatphone sta sempre lì, pronta. Sì, pronta: nello smartphone! Non viene strappata come un volantino, non si sciupa con il tempo, come accade alla pubblicità su cartelloni, non finisce chissà dove su facebook. Avete presente quando volete rivedere su facebook un contenuto e scorrete istericamente, ma non lo trovate perché sommerso da centomila altre informazioni che non vi servono in quel momento?!? Allora: da facebook, acquisiamo i dati che ci servono per confezionare il nostro contenuto pubblicitario che porgiamo al momento giusto durante il famoso micromomento e se una pubblicità è interessante (ed è interessante laddove l’utente ha interloquito con Ada), durante il momento dell’acquisto, l’utente trova subito quel contenuto tra i messaggi di smartphone che non si è perduto perché è lì: appunto, pronto!

Vi piace? E il costo? Quanto costa ADA !? Costa molto meno di un cartellone pubblicitario che nessuno vede perché si cammina a testa bassa sullo smartphone, meno di una tovaglietta che viene stracciata… e meno di una vela che nessuno vede anche se ci sbatte contro in macchina… mentre guarda lo smartphone! 😉

Google dixit: puntate sui micromomenti!

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Ecco, direbbe chiunque: e quindi? E’ l’era degli smatphone e dei grandi cambiamenti delle nostre abitudini, non solo d’acquisto, ma anche di approvvigionamento di informazioni. Questo diverso modello di vita interessa (o dovrebbe interessare) TUTTI gli imprenditori che vogliono vendere prodotti o servizi. Le abitudini sono ovviamente rilevanti laddove è necessario capire quando, cosa e come comunicare.

Dal Google Consumer Surveys, August 2015, Smartphone Users è emerso che il 68% degli intervistati afferma di controllare il proprio telefono entro 15 minuti dal risveglio e il 30% è disposto ad ammettere di sentirsi ansioso quando non ha il telefono con sé. Altre analisi hanno dimostrato che l’87% degli intervistati ha sempre il telefono al suo fianco, di giorno e di notte (Mitek and Zogby Analytics, September 2014) e che lo controlla almeno 150 volte al giorno (Kleiner Perkins Caufield & Byers, 2013 Internet Trends Report). Altre fonti dicono che trascorriamo, in media, 177 minuti sul telefono al giorno (Flurry Analytics, Comscore, Q4 2014.) e che le sessioni durano in media 1 minuto e 10 secondi e si ripetono decine e decine di volte al dì.

(intanto – tra parentesi – diciamo che davvero son pazzi coloro che credono di prescindere dal mobile marketing, ossia dall’invio degli sms pubblicitari al tempo d’oggi)

Ora atteso il tempo (elevato) di navigazione, cerchiamo di capire quali sono questi famosi micromomenti di Google, attraverso un interrogativo che ci vedrà coinvolti in risposte più o meno unanimi: quando vediamo il cellulare? In attesa dell’autobus, o mentre siamo in vacanza e dobbiamo (velocemente) postare una foto per far vedere al mondo come siamo felici, o quando stiamo vivendo un momento da protagonisti e dobbiamo subito condividerlo… Ecco: questi momenti NON servono. La nostra attenzione in quel momento è pari a ZERO! Esistono invece altri momenti interessanti ai fini dell’engagement che sono quei momenti durante i quali ci decidiamo alle nostre scelte e ci lasciamo influenzare dai brand. Ecco: questi sì: sono i micromomenti, cioè i momenti in cui cerco, vogliamo sapere, vogliamo approfondire, vogliamo comprare.

Quali sono gli elementi interessanti di questa disamina? Vediamo che risalta: l’intento (voglio), il conteso preciso e la velocità. (Voglio sapere adesso. Non domani. Adesso è il famoso micromomento).

Grazie al mobile, i micro-momenti possono accadere in qualsiasi momento e ovunque. In quei precisi momenti, i consumatori si aspettano che i brand soddisfino i loro bisogni in tempo reale.

Un altro elemento da sottolineare, prima di passare in rassegna le misure da adottare per “beccare” il micromomento al volo, riguarda il “floor traffic”: le persone che vanno in un negozio hanno già fatto le loro ricerche on line. Se entrano è perché sanno che lì c’è qualcosa che potrebbe seriamente interessarli.

Ecco allora cosa fare:

  1. Essere presenti, così se qualcuno cerca il nostro brand, ci becca.
  2. Essere utili, scrivendo non solo qualcosa di sensato, ma anche qualcosa di risolutivo rispetto alle domande che i navigatori probabilmente si stanno ponendo.
  3. Essere veloci perché si chiamano micromomenti proprio perché sono micro. Capirete che se un’immagine ci impiega un secolo a caricarsi abbiamo perso la nostra grande occasione.

Ora, cari imprenditori, vi sembra che in questo tempo caratterizzato dalla fragilità dell’attenzione del nostro acquirente, dal tempo sempre più tiranno, dalla irreversibilità degli errori (se un sito delude, l’utente difficilmente ci ritorna) e dalla competitività sempre più accesa, credete sia il caso di mettervi a praticare da soli, senza competenze specifiche il vostro marketing? O peggio ancora, credete sia il caso di affidare il vostro marketing a chi non è in grado di aiutarvi?

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Piovono sms!

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Dopo soli 5 mesi dalla fatidica data in cui decidemmo di lanciare il servizio di sms marketing, come reseller esclusivi di Avellino e provincia, scegliendo come partner #Digital&Viral e #GenesisMobile, abbiamo attivato oltre 30 piattaforme! Ogni cliente, seguito dal proprio consulente, accede ad un suo cruscotto e dal quale registra i contatti, li profila, crea e programma sms di buon compleanno, auguri per le festività, sms di remember, promozioni e comunicazioni di grande impatto!

Incredibili vantaggi per chi attiva oggi la piattaforma, che diventa sempre più performante, grazie ad un team d’avanguardia che sviluppa accessori e opzional che garantiscono vantaggio competitivo.

La piattaforma è senz’altro uno strumento che veicola messaggi per un’esperienza di fruizione decisamente piacevole perché

  • permette di profilare i destinatari
  • riesce a raggiungere SOLO IL TARGET REALMENTE INTERESSATO
  • offre contenuti multimediali e non solo di testo
  • mette in connessione immediatamente cliente e fornitore grazie all’attivazione delle call to action, i famosi tasti di chiamata all’azione
  • permette di MISURARE ogni campagna attraverso un’analisi analitica  P10_

 

La piattaforma – scelta in un panorama ampio di offerte – è stata studiata e noi pensiamo che sia una “Ferrari”, un vero “capolavoro d’arte informatica”. Il valore tecnologico è spinto al massimo perché noi di MTLook seguiamo con tenacia e paziente assistente TUTTI i nostri clienti, fornendo testi che persuadono, grazie alle tecniche di scrittura ma anche grazie alla scelta di contenuti strategici, marketing oriented.

Eh già: chi acquista il servizio Sms Marketing di MTLook ha il vantaggio di ricevere assistenza dal nostro team e non è poco.

Scarica la brochure per avere maggiori informazioni MTLook_SMSMKTG

Hanno scelto la nostra piattaforma: Vivere, Le Chicce di Girotondo, Tenuta San Domenico, Tenuta Varchera, L’Antico Casale dei Mascioni, Rifugio Urupreta, Gedy Martone Sposa, Gedy Martone Pellicceria, Giordangomme, Naturhouse Avellino e Salerno, Maisto Travel, Partir Partour, Pub Tuke, Big Bang Production, Ottica Diottrica di Montemiletto AV, A&G di Mugnano, Glamour Estetica, Erg Stazione di Servizio di Castelfranci, L’autoscuola Faiella, DG3 Dolciaria, Stafano Vacca Fotografo, Big Bang Wedding, Scarlett, +Nodi di Benessere, La Bottega di Betta, +Economia, Agriturismo Montagne Verdi, Pixhart, Colorpoint di Lioni, AgorArt, GM Armonia, Annunziata Abbigliamento…

La creatività come arma vincente!

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Esiste un modo per rendere un brand “amichevole”. Il modo per essere friendly sta nella creatività!

Come in tutte le cose, nomen omen, come dicevano i romani, cioè nel nome c’è il destino di tutti noi, o così dovrebbe essere…

Nel nome c’è tutto. C’è il significato dell’attività, il suo senso, il suo carattere dolce, acre, potente, … Ogni nome ha il suo perché, insomma. Il nostro processo di denominazione, ogni volta, inizia con lo studio del caso e ogni caso è a se, perché ogni progetto, che alberga in ambiti diversi, va approcciato in modo differenziato.

Ciascuno di noi, in Agenzia, ha una diversa specializzazione che fa del nostro team un gruppo creativo di successo. Il processo creativo, inoltre, si sposa con gli obiettivi commerciali (politiche di prezzo, territorio di riferimento, ed altro) con il marketing (per il confronto tra competitor), con le limitazioni giuridiche (eh sì, anche quelle sempre!) e con la nostra lingua, giocando con le lettere!

SquadrArtigiani, l’ultimo nato in casa MtLook ne è un esempio. La creatività del nome racchiude la creatività di progetto, l’innovazione e il suo senso. Il nome annuncia l’idea che è geniale, la grafica, simpatica e accattivante racconta della passione nelle arti e nei mestieri e i colori gioiosi invitano all’iscrizione.

Noi scommettiamo sul successo di SquAdrartigiani e speriamo che il progetto prenda piede e cresca sempre più! E’ l’unico portale che raccoglie contatti di piccoli artigiani che, altrimenti non potrebbero avere visibilità, e li porta in una grande vetrina. Il sistema, inoltre, premia l’artigiano con le migliori recensioni dandogli una visibilità ancora maggiore.

Insomma un altro gioiello che fa scuola in MtLook!

Le parole chiave della comunicazione in internet

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Perché la gente oggi trascorre del tempo in Internet? Per seguire le esperienze degli altri (nel 70% dei casi), cioè per vedere un po’ cosa succede, per acquisire informazioni su brand, prodotti o servizi (nel 65% dei casi), cioè per capirne di più prima di un acquisto, per seguire le attività di un brand, per esprimere giudizi su brand e prodotti e per partecipare a promozioni ed offerte (fonte Nielsen SMR).

Fatta questa premessa, possiamo cercare il paradigma ricorrente sul quale si basa ogni comunicazione su internet (specificatamente sui Social Network) e ciò ci servirà per scrivere contenuti di senso e di esporli in modo vincente alla nostra platea che trascorre del tempo in internet.

Avete mai visto il video “Did you know” ?

In tre minuti con un sottofondo musicale molto dinamico, si vede l’evoluzione del Web (ancora) 2.0. Si vede come in poco, pochissimo tempo Internet ha raggiunto la massa critica (cioè quasi tutta la popolazione mondiale –evoluta) rispetto ai media che oggi chiamiamo tradizionali (TV e radio). Il video spiega brevemente come a differenza di TV e radio che sono entrati nelle case 65 anni fa, le nuove tecnologie, con moltissima facilità, siano diventate strumento principale per fare tutto (o quasi). Il video inoltre dice qualcosa di davvero innovativo: oggi i giovani devono abituarsi a lavorare e a fare formazione professionale su strumenti che “ancora devono essere inventati”. Sembra assurdo: abituarsi a qualcosa che ancora non c’è! Il senso è che per essere buoni professionisti bisogna sperimentare strade che non si conoscono in modo diffuso ed essere predisposti al continuo cambiamento delle cose. Oggi (e questo più o meno tutti) lo sappiamo: la vita è un cambiamento costante (e veloce). Oggi è un continuo “pivoting” (per inciso: sulla nostra pagina facebook potete trovare sempre nuovi spunti per comunicare su “piazze” per ora poco conosciute e crearvi una storia più lunga rispetto a chi sbarca in ritardo perché -stupidamente- scettico).

Un altro elemento che emerge dal video è la labilità della separazione tra vita privata e vita lavorativa e questo è un fatto ineluttabile anche per i più “duri d’orecchio” che tentano di proteggere la propria intimità. Spesso chi lavora con me sente spesso frasi del tipo “sabato e domenica e dopo le 18 non rispondo al telefono” in realtà è l’unica fascia che proteggo per leggere, approfondire, scegliere canali e trend. E’ l’unico momento che ho per poter predisporre le esecuzioni della settimana e per poter dedicare del tempo alla famiglia. E’ così. Oggi chi lavora con il Web non si ferma mai. La labilità della separazione non riguarda solo il fatto che il tempo dedicato alla famiglia, sempre più spesso, diminuisca a favore dell’aggiornamento professionale, ma riguarda anche la tendenza attuale a coinvolgere l’esterno nella nostra intimità. Attraverso le pubblicazioni di vita privata si comunicano concetti che avvalorano, creano o accrescono il personal branding. Del resto il personal branding, altro non è che la ragione per cui qualcuno sceglie uno piuttosto che un altro.

Nell’ambito di questo (nuovo) universo fatto di dinamismo (molto spinto e nel futuro sarà ancora più spinto), è possibile individuare le tre parole chiave della comunicazione del social media manager che sono:

lifestream (aggiornamenti di stato sui social network);

following (più contenuti inseriamo, più lifestream – sensato* – facciamo più alto sarà l’interesse che sviluppiamo negli altri e maggior numero di seguaci avremo)*;

engagement (nel momento in cui viene a costituirsi una community è quello il momento di creare attività intorno alla nostra realtà. Bisogna cercare il consenso e poi partecipazione).

Ora, mi domando, Cari Lettori (sperando che tra di voi ci siano molti imprenditori), secondo voi è possibile oggi che un’attività commerciale non sia in piazza? (Intesa questa come Social Network: facebook, e altri).

Secondo voi è possibile che un imprenditore possa gestire autonomamente il suo spazio web? (tenendo conto delle regole, delle opportunità e delle buone pratiche). Avete letto? “Chi lavora con il Web non si ferma mai”, perciò siete pronti a non fermarvi mai e ad aggiungere un altro carico di lavoro, oltre alla conduzione della vostra impresa? E’ possibile che un imprenditore possa diventare comunicatore oltre a pensare al proprio lavoro quotidiano? Qualche anno fa ho pubblicato un’immagine ancora molto attuale. Ci vuole lavoro (tanto lavoro) per poter essere competitivi sul Web oggi. Se volete far da soli, fate pure: i consigli di questa rubrica sono principalmente dedicati ai temerari che vogliono sperimentarsi…Perciò in bocca al lupo!

Ps: dedicato ai nuovi consulenti della MTLook che sono oggi in fase di formazione, usate queste motivazioni per spiegare ai vostri clienti quanto importante sia affidarsi ad un team (di professionisti del settore) per poter gestire in modo vincente il proprio spazio Web! 😉

Note:

*che vuol dire sensato? Cercare argomenti cari ai lettori, significa trattare contenuti di cui tutti parlano.

*alcuni mi attribuiscono grande prolificità di contenuti (il commento si può facilmente cercare sul mio profilo facebook). Tale generosità ha l’obiettivo di creare community intorno ad una realtà.

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