Ormai sappiamo quanto sia importante raccontare una storia, da vari punti di vista, usando più canali contestualmente e con formule editoriali sensibilmente diverse, ed ora veniamo alla sfida quotidiana di chi fa redazione: raccontare una storia su una pagina web!

Intanto, ognuno di noi, sperimenta la navigazione verticale (peraltro noi l’abbiamo anticipata nel 2013 proprio con questo sito sul quale ci troviamo) con il parallax effect. Ognuno di noi, fa chilometri con il proprio indice per scorrere la pagina verso il basso e per catturare il senso di una lettura più velocemente possibile, tentando di arrivare alla fine.

La questione è talmente importante che… arriva lo Scroll-o meter, un’estensione di Crome che conta i passi compiuti sul Web! Quando si installa tiene conto dello schermo e delle sue dimensioni e porta il rimo di navigazione. Incredibile, vero?

scrollometer

Con il concetto di scroll, arriva quindi lo scrollytelling, la risorsa principale della scrittura esplicativa digitale che, oltre ad essere servente per le politiche di #ArticleMarketing, serve a segnare, “come se fossimo in una maratona” [cit] traguardi importanti di lettura. La sfida oggi è: raccontare una storia in una pagina Web. La storia riguarda un prodotto, un servizio, oppure semplicemente un fatto. L’importante è la narrazione.

Ovviamente, tanto più è interessante il racconto, tanto più è facile che l’utente giunga alla fine per cui è davvero INUTILE e DANNOSO, fare introduzioni chilometriche per ribadire milioni di truisimi, per poi non dare, alla fine della pagina, ossia alla fine della “storia” un contenuto vero. Cosa sono i truismi? Verità. Ad esempio, una redazione che parla di nozze, anticipa il contenuto interessante (laddove per interessante, si intende qualcosa di nuovo e punti di vista che potenzialmente possono arricchire il patrimonio informativo dell’utente), con un truismo, ossia con una sensazione sicuramente comune a tutte le spose che stanno leggendo l’articolo. Alcune redazioni – anche importanti – rendono questo preambolo lunghissimo e poi finiscono per introdurre la pubblicità (ma prima o poi le spose capiranno quali sono gli articoli farlocchi, detto fra noi).

Ora, tornando al nostro racconto, vediamo quali sono i presupposti per scrivere una buona storia: lunghezza. Gli utenti vogliono, o meglio preferiscono, articoli lunghi. State strabuzzando gli occhi? Eh già sembra strano, ma in realtà è facilmente intuibile capire perché. Molti anni fa, nei primi anni del 2000, le redazioni migliori erano quelle che sfruttavano ipertestualità. In buona sostanza veniva suggerito il principio, secondo cui, “chi vuole approfondire clicca”. Oggi no. La velocità è tutto e quindi è meglio dir tutto, in una sola pagina, così l’utente “scrolla” e capisce dove sta il contenuto anticipatore, la notizia vera e l’approfondimento e sa benissimo che alla fine può anche saltare sulle leziose parole anticipatrici della pubblicità, leggendo direttamente il nome dell’azienda che vende quel determinato prodotto o servizio.

(inciso doveroso: anche le leziose parole anticipatrici della pubblicità lasciano il tempo che trovano perché si sa, quasi il 70% delle persone acquista dopo aver letto recensioni vere e il 22% di queste non acquista per una sola recensione negativa).

Torniamo a noi…

La lunghezza è gradita, e tanto più la scrittura è particolareggiata, tanto più vince, ma la sfida non è solo della redazione che pazientemente trova le giuste parole, calibrando ironia, spessore e novità, ma anche del grafico che dovrebbe sistemare “con giustizia e giustezza” le immagini all’interno di un contenuto e dovrebbe aiutare il redattore ad individuare le parole da grassettare per poter aiutare la lettura, da un punto di vista estetico. Se l’articolo è tecnico poi, l’interruzione con immagini o video esplicativi, è doverosa per creare la “scrittura” ad imbuto dal concetto generico a quello più specifico. Speriamo che questa lettura sia stata a prova di “scroll” e che i clienti della nostra azienda comprendano il valore della nostra redazione che compone articoli tecnicamente validi, anche dal punto di vista della lunghezza! 😉

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