Tendenze e applicazioni teoriche ai singoli casi connotano i caratteri degli eventi che oggi, finalmente, vengono organizzati e gestiti in mono tecnico. Da poco (relativamente poco) gli eventi sono entrati nei manuali di marketing perché rappresentano una leva di rilevanza strategica nelle relazioni sociali e perché rappresentano uno strumento versatile e poliedrico per creare e rafforzare rapporti di collaborazione.

Sono importanti gli eventi aziendali perché creano il collante tra colleghi, sono importanti gli eventi per sviluppare sinergie tra stakeholder di mercato e, infine, sono cruciali quelli a scopo pubblicitario. Per questi eventi bisogna essere molto incisivi ed ingegnosi.

Intanto partiamo dalla definizione di eventi. Gli eventi sono avvenimenti solitamente programmati che hanno una durata limitata e che nascono per specifica finalità. Si tratta di manifestazione (solitamente) pubblica resa nota al fine di attirare l’attenzione degli organizzatori e che prevede la partecipazione di pubblico interessato ai contenuti esposti, attratto dalla possibilità di vivere un’esperienza unica (data dall’originalità dell’idea) tendendo al coinvolgimento e all’interazione. E’ fondamentale che ci sia un controllo postumo sull’attività.

In queste poche parole, in effetti, a ben leggerle sono contenuti gli ingredienti principali per realizzare un evento rilevante da un punto di vista commerciale. Tutto questo si basa sulla personalità dell’esperienza. Per rendere unica la partecipazione, questa va resa quanto più possibile personale. In buona sostanza è necessario rendere il nostro ospite protagonista. Come…? Per approfondire vi aspettiamo per parlarne da vicino, ma intanto vi anticipiamo che un evento nella moderna accezione di basa su decisioni determinanti, quali la scelta del tempo e dei tempi, della segmentazione del pubblico, dell’idea originale, sulla creatività e spettacolarizzazione, sulla emozionalità ed emotività, modularità, dinamicità, multimedialità, dissimulazione, benemerenza… e…

molto altro ancora!