Alessandro Lucchini moltissimi anni fa pubblicò  “Scrivere una fatica nera”. Precursore e maestro per noi vecchi comunicatori, il professore, oggi attivo in “palestra di scrittura” ci insegnò, molto prima che facebook facesse ingresso nelle nostre vite, ad usare sapientemente le parole nella nostra scrittura.

Ci insegnava ad organizzare i contenuti, a canalizzarli verso l’obiettivo finale di comunicazione con coerenza ed abilità, puntando ad affezionare alla nostra penna il lettore.

Nel 2004 fui impegnata nella realizzazione di corsi di scrittura per il web, sotto la direzione carismatica del prof. Stefano Epifani, oggi caporedattore di Techeconomy.it, consulente impegnato su molteplici fronti di rilevanza nazionale e mentore delle nuove generazioni di comunicatori.

Oggi vedo che le indicazioni di massima che già all’epoca venivano raccomandate, prima che Zuckerberg lanciasse il suo “mostro dal fatturato d’oro”, sono ancora valide e le vedo scritte nei libri social media marketing pubblicati con date molto recenti.

Ancor più sorprendente è che le regole che allora applicavamo, e che applichiamo, sono ancor più remote! Provengono dal precursore dei precursori che nel 1985, cioè trent’anni fa quasi, parlava di “pesantezza dell’hardware e la leggerezza del software. La leggerezza, la rapidità, l’esattezza, la visibilità, la molteplicità sembrano le parole chiave della scrittura per Internet”.

Oggi che anche l’hardware è diventato leggero. La semplicità e la rapidità non sono più elementi consigliati ma sono diventati necessari per comunicare in modo efficace. Come? Con l’uso dei verbi, alleggerendo gli aggettivi, usando bene la punteggiatura, per dare ritmo: una virgola messa o tolta può mettere o togliere energia a una frase. Il punto e virgola va limitato perché annebbia i contorni tra i concetti. I due punti annunciano, promettono, spiegano ed evitano di far ricorrere lo scrittore a parole fiacche. Insomma tutto va dosato per la leggerezza, leggerezza sì ma pur sempre finalizzata. Proprio Calvino, citava, nelle sue “Lezioni Americane”, manuale di scrittura che chiunque s’appresti all’uso dei social network dovrebbe conoscere a campanella, Paul Valéry : “Il faut etre léger comme l’oiseau, et non comme la plume.”. Bisogna essere leggeri come un uccello, e non come una piuma”.

Il concetto è ormai chiaro: in linea generale si scrive per far accettare un’idea. Per far accettare un’idea è necessario usare un tipo di scrittura precisa e determinata, e non una scrittura vaga e abbandonata al caso.

Quindi, la scrittura non deve essere più legata alla sola capacità di “scrivere bene in italiano”, ma assume una funzione strategica nel sistema moderno di comunicazione: oggi, ad una azienda, un post maldestro e inopportuno può costare molto caro.

“La scommessa di chi scrive è quella di coniugare due modelli di scrittura professionale: quello americano, molto pragmatico, fatto di scrittura breve ed efficace, regolato da tanta manualistica e, proprio per questo ad alto rischio di superficialità e semplificazione, e quello europeo, più dispersivo e anarchico ma nutrito da una cultura filosofica e letteraria più profonda” (cit. Lucchini – il mestiere di scrivere).

Ora, se non avete voglia di leggere e studiare i manuali per poter scrivere in Internet, dovete affidarvi a chi, da anni, lo fa senza mai commettere #epicfail.

Lasciate che qualcuno attivi e gestisca il vostro profilo digitale perché le aziende che hanno scelto di essere on line hanno perso, in questo momento di congiuntura tremenda, il 2,4% mentre le aziende off line, il 4,5%. Tirate voi le somme e buon lavoro!