Ebbene sì, tutte e tre le categorie lavorano con la penna, o meglio con la tastiera del pc, che sembra quasi quella di un pianoforte… Sì, chi scrive ama sentire il suono dei tasti che battono a ritmo incalzante e poi rallentato, quando, nella testa si cercano le parole giuste… Chi scrive ama interrompere il suono per stringere gli occhi, guardare bene la pagina e sfidarla a riempirla in poco, pochissimo tempo… Tutte e tre le categorie scrivono almeno 300.000 caratteri a settimana e macinano – insieme –  pensieri e IMMAGINI che si trasformano in parole… A volte le mie amiche mi dicono:

“Sere, quando parli, una cosa la fai vedere!”

Esatto. Chi scrive deve descrivere un’immagine chiara nella sua testa, perché il PENSIERO E’ SEMPRE CHIARO A SÉ STESSO!

Detto ciò valido per tutti, vediamo qual è la differenza tra i tre!

Il Blogger scrive il blog, come dice la parola, e gestisce i post relativi, il copywriter trova lo slogan, e il webwriter scrive migliaia di pagine schizzando da un argomento all’altro, perché la tecnica di scrittura è la stessa se parla di scarpe, carni o location per wedding!

Tutte e tre le categorie quando scrivono tengono sempre d’occhio l’obiettivo di essere visti perciò scrivono con sensibilità SEO, Social Media Marketing e Storytelling!

In MTLOOK? Convergono le tre figure con un’organizzazione che… tiene conto delle differenza ma senza spasmodica chiusura di caste! Insomma, tutti possono scrivere tutto e, tutti e tre sono CREATIVI, ma qualcuno si specializza in certi ambiti e la sua scrittura è decisamente più empatica e coinvolgente.

Quando un blogger Wedding, ad esempio, deve scrivere di Centralini VOIP fa qualche sforzo in più, ma forse il suo lavoro è molto più preciso, perché mette in campo le conoscenze tecniche che, a volte, quando si scrive con amore vengono un po’ superate e dimenticate nel corso della scrittura perché diventa molto vicina allo storytelling…

PS. Volete sapere come si scrive sulla tastiera la “É”? Non ve lo dirò mai, ma sappiate che se lo “chiedete” a Google, vi darà circa 70.000 risultati…vuol dire che molti lo vogliono sapere! 😉

PS2: trovatevi un revisore di bozze. Basti che abbia fatto studi classici, perché solo loro conoscono veramente la difficile grammatica italiana. Il mio? Mia madre e a volte anche…Marianna che ha un’abilità: legge al contrario e mi dà delle grandi salvate! 😉

In un articolo leggermente tecnico come questo è fondamentare fare un passo indietro prima di addentrarci nel vivo della questione. Innanzitutto cos’è Netflix? Stiamo parlando di una piattaforma di streaming TV che esiste da un decennio negli USA ed in molti altri Paesi del mondo e che solo pochi giorni fa è stata lanciata ufficialmente anche in Italia.

Su Netflix possiamo vedere, con un abbonamento che parte da 6€ al mese, tutte le Serie TV ed i Film che vogliamo (disponibili nel catalogo); tale applicazione la possiamo scaricare direttamente sui nostri smartphone, su PC, Mac, sulle console da gioco e, addirittura sulle Smart TV.

Prima SkyOnline, poi Mediaset Premium, ora Netflix e Youtube Red (la versione di Youtube a pagamento). E’ chiaro ed evidente che le persone si stanno spostando dalla visione della semplice TV da salotto, a dei contenuti On Demand di qualità, in alta risoluzione. Si è aperto uno scenario completamente nuovo anche per chi precedentemente era abituato a fare pubblicità solo ed esclusivamente sulle reti Nazionali; adesso, infatti, la maggior parte delle grandi aziende già ha spostato una buona parte dei loro investimenti pubblicitari su questi servizi online (con degli spot da mostrare prima della riproduzione dei video).

Sebbene Mediaset Premium, SkyOnline e Netflix già offrivano dei servizi di streaming a pagamento, Youtube fino ad oggi era una piattaforma video (la più conosciuta ed usata al mondo) completamente gratuita, ma con spot pubblicitari che di tanto in tanto compativano prima dei video. Da oggi, invece, anche Google ha deciso di cambiare marcia ed ha introdotto Youtube Red che altro non è che un’estensione – a pagamento – di Youtube.

L’abbonamento a Youtube Red costerà circa 10€ al mese e permetterà di accedere a tutta una serie di servizi esclusivi come:

  • Salvare i video offline
  • Eliminare le pubblicità ad inizio video
  • Sfruttare il nuovo servizio Youtube Music (una sorta di Spotify – magari in un articolo a parte spiegheremo cos’è -)
  • Vedere dei film e/o serie TV

A parte tutti i servizi online già esistenti citati sopra, la mossa di Youtube è emblematica e sicuramente segnerà un punto fermo nella storia. Se un colosso come Google ha deciso di andare in questa direzione è perché sa benissimo che da qui a qualche anno ci saranno sempre più persone che abbandoneranno la TV classica e si affideranno a contenuti esclusivamente in streaming.

A partire da oggi, quindi, si accettano scommesse su chi, secondo voi, sarà il re incontrastato dello streaming online: Netflix, Youtube Red o servizi nostrani come SkyOnline e/o Mediaset Premium?

Il web accelera grazie a Accelerated Mobile Pages il nuovo progetto made in #Google che permetterà di aprire le pagine web in frazioni di secondo.

Sappiamo bene che avere un sito lento significa frustrazione nella navigazione da parte dei nostri utenti ed è per questo che BigG ci tende la mano e sviluppa un framework chiamato AMP HTML grazie al quale il web potrebbe completamente cambiare.

Per provare con le vostre mani questa nuova tecnologia (che è in prova solo da grandi colossi in partnership con Google) provate a seguire questi 3 semplici passi dal vostro smartphone:

1. Visitate da smartphone il link http://g.co/ampdemo
2. Cercate contenuti da La Stampa
3. Aprite uno degli articoli proposti nella sezione Prima pagina ed effettuate uno swipe a destra o sinistra per spostarvi tra i contenuti

Noterete che il caricamento dei contenuti è istantaneo, come se stesse leggendo un libro sul vostro dispositivo. Non vi accorgerete nemmeno di essere sul web.

Come sapete i siti che proponiamo ai nostri clienti sono basati su #Wordpress, una piattaforma riconosciuta a livello mondiale per sicurezza, stabilità e velocità. Ebbene, anche WordPress si sta adeguando a questa tecnologia, quindi ben presto anche i vostri siti – grazie a noi – saranno fruibili in maniera istantanea.

Se volete saperne di più vi consigliamo la lettura del blog di Google a questo link -> https://googleblog.blogspot.it/2015/10/introducing-accelerated-mobile-pages.html

Pubblicità, pubblicità e ancora pubblicità! Chi più comunica (bene) la sua attività ha maggiori possibilità di aumentare clientela e quindi fatturato, rispetto a chi crede di risparmiare danaro.

I Flyer (volantini) sono fogli di carta molto leggeri (lo dice la parola) che vengono quasi sempre letti una sola volta e poi… gettati! Da ciò potremmo dedurre che… non serve fare volantinaggio, dal momento che il nostro duro lavoro di stesura del progetto, della realizzazione della grafica e della creazione del testo, sia andato buttato in pochi attimi! No, la risposta è: assolutamente no! Comunicare conviene sempre, ma è necessario farlo bene. Proprio perché abbiamo pochi secondi (come ogni mezzo di pubblicità in uso oggi, del resto) per conquistare il nostro lettore dobbiamo pensare a due cose principalmente. La prima è realizzare un flyer bello, laddove per bello s’intente evitare carta di pessima qualità (per risparmiare), con una grafica molto allettante dai colori vivaci (mai monocromatici), visibile (cioè con una scrittura sufficientemente grande per evitare mal di testa in lettura) e poi… senza refusi! Fatto ciò siamo a metà dell’opera! Abbiamo realizzato un buon lavoro. Ora anche se il nostro lettore butterà il nostro volantino, ci avrà memorizzato in modo benevolo, perché ricordiamo sempre: non c’è mai una seconda occasione per fare una bella prima impressione. Quel volantino parla di voi e rappresenta lo stile aziendale!

La seconda cosa riguarda il messaggio del volantino che è questione seria: non è possibile comunicare semplicemente che esiste un’attività. In quel momento, magari, quel tipo di offerta non interessa a nessuno e quindi siamo dimenticati dopo un attimo. Il messaggio deve contenere (subito) un vantaggio economico (o di altra natura) per il nostro lettore.

Il volantino, quindi deve conquistare per la bellezza e l’accuratezza e deve convincere con un messaggio vantaggioso.

La distribuzione è un’altra questione critica. Il volantinaggio va fatto bene, evitando i tergicristalli (tranne per poche eccezioni), evitando di infastidire mentre le persone sono a passeggio (a meno che non venga fatto a certe condizioni), evitando di lasciarli nei negozi perché dopo, sicuramente, saranno gettati. Che fare dunque? Vanno messi nella buca delle lettere o in luoghi dove troveremo il nostro target!

Infine, il volantinaggio una tantum non serve! Non lascia segno e non lascia che la gente si affezioni a voi e vi riconosca. Per noi una volta a bimestre può bastare! Buon lavoro e… come sempre affidatevi solo a chi ha esperienza per evitare di gettar via il vostro budget!

Smartphone e tablet stanno cambiando il nostro mondo e il modo di acquisire informazioni utili. Grazie a sistemi innovativi oggi puoi promuovere il tuo business con il Mobile Marketing!

E’ il modo rivoluzionario e vincente per presentare il tuo brand e i tuoi prodotti in una landing page totalmente personalizzabile dal design esclusivo che rimanda immediatamente ad un link di un’offerta.

Potrai raggiungere il tuo target, direttamente su smartphone o tablet, con una campagna disegnata sulla base delle tue esigenze, oppure servendoti di un DB immenso già disponibile, selezionando i destinatari in base al contenuto da inviare. Avrai la tua immensa rubrica, che potrai dividere in gruppi per comunicare con ciascuno attraverso messaggi promozionali diversificati. Potrai verificare immediatamente il riscontro della tua iniziativa, verificando quante persone sono state raggiunte, quante hanno aperto il messaggio e quante hanno opzionato direttamente on line l’offerta confezionata.

I tuoi messaggi potranno essere semplicemente condivisi sui social network o via sms. I tuoi visitatori e gli amici dei tuoi visitatori saranno convertiti in clienti contribuendo ad un ritorno di investimento davvero sorprendente. Realizza la tua campagna marketing vincente. Scegli il modo rivoluzionario di comunicare e promuovere il tuo business!

 

Tendenze e applicazioni teoriche ai singoli casi connotano i caratteri degli eventi che oggi, finalmente, vengono organizzati e gestiti in mono tecnico. Da poco (relativamente poco) gli eventi sono entrati nei manuali di marketing perché rappresentano una leva di rilevanza strategica nelle relazioni sociali e perché rappresentano uno strumento versatile e poliedrico per creare e rafforzare rapporti di collaborazione.

Sono importanti gli eventi aziendali perché creano il collante tra colleghi, sono importanti gli eventi per sviluppare sinergie tra stakeholder di mercato e, infine, sono cruciali quelli a scopo pubblicitario. Per questi eventi bisogna essere molto incisivi ed ingegnosi.

Intanto partiamo dalla definizione di eventi. Gli eventi sono avvenimenti solitamente programmati che hanno una durata limitata e che nascono per specifica finalità. Si tratta di manifestazione (solitamente) pubblica resa nota al fine di attirare l’attenzione degli organizzatori e che prevede la partecipazione di pubblico interessato ai contenuti esposti, attratto dalla possibilità di vivere un’esperienza unica (data dall’originalità dell’idea) tendendo al coinvolgimento e all’interazione. E’ fondamentale che ci sia un controllo postumo sull’attività.

In queste poche parole, in effetti, a ben leggerle sono contenuti gli ingredienti principali per realizzare un evento rilevante da un punto di vista commerciale. Tutto questo si basa sulla personalità dell’esperienza. Per rendere unica la partecipazione, questa va resa quanto più possibile personale. In buona sostanza è necessario rendere il nostro ospite protagonista. Come…? Per approfondire vi aspettiamo per parlarne da vicino, ma intanto vi anticipiamo che un evento nella moderna accezione di basa su decisioni determinanti, quali la scelta del tempo e dei tempi, della segmentazione del pubblico, dell’idea originale, sulla creatività e spettacolarizzazione, sulla emozionalità ed emotività, modularità, dinamicità, multimedialità, dissimulazione, benemerenza… e…

molto altro ancora!

Anche un’agenzia assicurativa può impostare sane politiche per svolgere le sue attività di promozione sul web. Prima di tutto ci vuole un buon sito sul quale gli utenti devono approdare e poi…il social media marketing che ha lo scopo di attirare gli utenti sul sito, spingerli in agenzia e fidelizzarli per rendere il rapporto automatico e naturale! La naturalezza, parola chiave, come si vede è conseguenziale e si raggiunge in modo graduale.

…ma dicevamo del sito. Beh, si potrebbe opporre “c’è il sito del gruppo, non c’è bisogno del sito dell’agenzia per replicare, più o meno, le info del Portale”. L’obiezione è giusta se il sito è solo informativo, ma se, viceversa, il sito riesce ad instaurare un rapporto prossemico, l’obiezione cade. In particolare, quindi, avere un sito, serve a differenziare la propria agenzia dalle altre che: sono sprovviste del sito perché pensano, in modo naturale, che sia inutile avere un sito proprio, perché hanno realizzato un semplice sito vetrina, che effettivamente non serve, che hanno siti caratterizzati da messaggi troppo tecnici e che infine non tengono conto delle esigenze particolari dei clienti per lo sviluppo dei preventivi.

Ovviamente per differenziare il proprio sito è necessario che sia rintracciabile, semplice, accattivante e intuitivo. D’obbligo pensare al posizionamento del sito: tramite manovre tecniche, il sito dell’Agenzia sarà privilegiato all’avvio di una ricerca in tema di assicurazioni sul territorio. Per rendere il sito semplice, deve parlare alla gente con linguaggio naturale e non tecnico – si tratta in definitiva di realizzare una sorta di traduzione. Per renderlo accattivante deve parlare per target (famiglie, single, ragazzi, anziani).

Le “P” per una buona attività di Social Media Marketing

Prodotti: i Prodotti assicurativi devono essere espressi in modo semplice, traducendo ogni tecnicismo. Per essere più precisi, ogni messaggio (differenziato per target – single, famiglia, altro) apre con un truismo,  cioè una verità assoluta in tema di rischio e poi risolta con il prodotto adatto consegnato in forma molto semplice. E’ bene altresì che i messaggi siano alternati e riguardino statistiche, studi e abitudini per tendere al coinvolgimento degli utenti.

Personalità: ogni messaggio deve avere personalità: una sfida nel caso dell’agenzia che deve sì uniformarsi alla comunicazione aziendale ma che ben può esprimere la sua competenza uscendo dall’anonimato di agenzia.

Pazienza: le relazioni si formano con costanza, facendo in modo che si crei il rapporto prossemico. Tali azioni sono caratterizzate da un grande aumento delle interconnessioni. Per raggiungere traguardi importanti sono necessari tempi medio lunghi e molta continuità nelle relazioni con la propria audience.

Passione: L’aspettativa crescente è che gli utenti intervengano nelle discussioni in modo amichevole e rassicurante mossi da passione autentica e genuina evitando SEMPRE comunicazioni asettiche di tipo customer care distance.

E’ ormai risaputo quale immane costo economico e sociale rappresenta per tutti il problema dell’ingestibile mole di rifiuti prodotti dal sistema.

Rifiuto. La sola scelta del termine atto ad identificarlo ci da già un’idea del tipo di non utilizzo di questi materiali e della non-volontà di reintrodurli nel ciclo.

La questione del riciclo dei rifiuti è molto dibattuta per quanto concerne la sua attinenza a finalità di carattere “green”. Di sicuro , riciclare può essere un buon modo per eliminare e riutilizzare un gran numero di materiali, sebbene l’unico obiettivo futuro pensabile a lungo termine è quello della NON produzione di rifiuti, grazie ad un quadro normativo che lo renda possibile.

Negli ultimi anni la filosofia Green è passata da PRODUCI – RIUTILIZZA – RICICLA, a RIDUCI – RIDUCI – RIDUCI-….

Nella speranzosa attesa di poter vedere il mondo perlomeno tendere a questo obiettivo, esistono in commercio piccoli sistemi che possono aumentare di molto il volume di materiali riciclati. Sistemi facili da inserire nel tessuto urbano e di sicuro utilizzo perché basati sull’incentivo economico al singolo cittadino virtuoso.

Sto parlando delle macchine per il cosiddetto RICICLO INCENTIVANTE.

Le macchine per il riciclo incentivante sono poco più grandi di un distributore di bevande. Possono essere “piazzate” all’esterno di supermarket, ospedali, o in qualsiasi piazza o luogo pubblico.

Il sistema è molto semplice. Si inserisce la lattina o la bottiglia di plastica. Queste vengono compattate o triturate. Ad operazione avvenuta la macchina stampa uno scontrino con un punteggio valido per ottenere sconti presso gli esercizi commerciali convenzionati.

Grazie a queste macchine è possibile innanzitutto operare già in loco una prima fase di riduzione del volume del rifiuto. Cosa che offre da subito vantaggi in termini economici ed ecologici (- Co2) di trasporto. Inoltre consente un incremento drastico dei materiali riciclati grazie all’incentivo economico immediato per chi le utilizza.

In attesa del giorno in cui verrà bandita o fortemente disincentivata a monte la PRODUZIONE dei Packaging, quella delle macchine per il riciclo incentivante è sicuramente una soluzione semplice da attuare e molto utile.

Qualsiasi Comune d’ Italia può dotarsene senza sforzo e coinvolgere i commercianti locali.

Aspettiamo e speriamo…

In uno degli articoli precedenti ho avuto modo di parlare delle numerose implicazioni e degli scenari che ha aperto, e continuerà in futuro ad aprire la diffusione dei metodi e delle tecnologie digitali in tutti i campi della vita e dell’economia.

Ebbene, se esiste oggi una cosa in grado di sintetizzare certi cambiamenti, questo è senza ombra di dubbio la stampante 3d.

La stampante 3d assomma in sé tutte le virtù proprie dello strumento del futuro.

  • Il vantaggio della produzione digitale e just in time. Produzione su piccola scala, e su ordinazione;
  • Il vantaggio “ecologico”. Produzione di un oggetto direttamente a casa propria, senza trasporti e spostamenti di persone e merci in quantità;
  • Il vantaggio “creativo”. Ciascuno puo’ produrre autonomamente,  e modificare un manufatto nuovo, migliore del precedente e soprattutto condividere le conoscenze e gli strumenti progettuali per realizzarlo.

Come funzionano queste macchine?

In apparenza non differiscono molto dalle classiche stampanti che abbiamo a casa. Ma anziché avere cartucce di inchiostro si caricano con bobine di plastica ABS. Una sorta di cavo di plastica arrotolato.

La testa di stampa su muove lungo le tre dimensioni e fonde il “cavo” seguendo il modello 3d inviato in stampa, creando così l’oggetto.

Basta digitare il termine di ricerca “stampa 3d” per rendersi conto di quanto velocemente questa tecnologia stia prendendo piede. E’ il corpo di un iceberg di cui solo una piccola punta ad oggi è affiorata e giunta alla conoscenza del pubblico.

Possiamo addirittura dire che lo sviluppo del prodotto sta procedendo ad una velocità molto superiore rispetto alla consapevolezza dell’incredibile possibilità di innovazione che potrebbe portare.

Io stesso sono alcuni anni che seguo questo nascente settore, a partire dalla creazione delle prime macchine , come per esempio #Makerbot. Ma sinceramente non mi è stato chiara da subito quale fosse l’utilità reale della macchina.

Ricercando immagini su google, ma anche leggendo quanto scritto su molti siti di produttori e venditori di macchine troverete oggetti vari: scacchi, mattoncini lego, statuine,  maschere, braccialetti e soprammobili. Tutte cose intuitivamente associabili al campo del “futile e dilettevole”.

E quindi? Cosa ce ne facciamo di questa macchina? Molte piu cose di quelle che possiamo immaginare. Ovviamente un macchinario del genere è manna dal cielo per architetti e designer, tanto per cominciare.

Ma non solo..

Possiamo ricostruire un componente plastico che sì è danneggiato, scaricando il file da banche dati di modelli 3d e producendolo in casa. Soprattutto quei piccoli elementi non aggiustabili, non acquistabili se non in grandi quantità, e di valore irrisorio rispetto a quanto ci costerebbe farceli arrivare.

Le case produttrici, per esempio, di elettrodomestici potranno fare una sorta di assistenza online, semplicemente pubblicando i modelli da scaricare , degli elementi plastici che si danneggiano.

Nel campo medico e dentale si possono creare protesi e simili in digitale.

E chiunque può produrre (e vendere!!) senza alcun investimento un qualsiasi oggetto di sua invenzione, sia esso di tipo ornamentale o tecnico , dando sfogo alla propria immaginazione e….facendo prenderle forma!!

La crisi convenzionale è l’oggetto conversazionale, un racconto, un video, una foto che in modo progressivo diventa virale fino ad influenzare i pareri della gente. Non si tratta di numeri  o di share: il potere di influenza è un passaparola spontaneo e a volte casuale.

Ne deriva che un piccolissimo passo falso può portare ad incidenti gravi: il PR disaster. Ci sono alcuni casi eclatanti che vanno dal caso Sky, che con una comunicazione non chiara lanciò il programma premium, mettendo in bolletta un euro in più. In rete si scatenò una forte reazione fino a parlare di “truffa ai danni degli abbonati”. Il caso Carrefur  è diventato famoso per il bimbo autistico che durante una campagna promozionale davanti ad uno dei supermercati fu allontanato perché rallentava gli scatti fotografici. I modi della hostess furono davvero sgarbati e la mamma del bimbo, guarda caso una blogger – non di successo, scrisse una lettera aperta alla quale ci fu un riscontro inaudito ed inaspettato.

Possiamo proseguire il con altri casi, ad esempio quello di un mobilificio che incautamente minacciò un suo cliente dopo aver letto un post sul suo blog. Tutta la rete si schierò dalla parte del povero cliente attaccato pesantemente dall’azienda.

Ora, indipendentemente da chi avesse torto o ragione, il mobilificio non ha ancora recuperato la sua brand reputation. Poi c’è il caso Patrizia Pepe che gestì in modo pessimo i commenti ad una foto postata sul profilo facebook (il caso della modella anoressica).

Cosa impariamo da questi casi di studi proposti dalla letteratura del #socialmediamarketing? Che ogni sfumatura, che ogni parola e che ogni gesto è sotto il riflettore e che, anche se tutto tace, dall’oggi al domani, in modo assolutamente spontaneo e casuale un’azienda piccola o grande potrebbe scatenare intorno a sé un caso, che potrebbe diventare eclatante.

Sponsorizzazioni, eventi e, soprattutto gestione della comunicazione on line sono tutte azioni delicatissime che possono portare ad eventi disastrosi, poi difficili da recuperare. Basti pensare che, ancora oggi parliamo di casi avvenuti un bel po’ di tempo fa (dal 2007 al 2012) e che google in questo momento sta indicizzando queste parole che s’aggiungono a quelle dei consumatori delusi.

Affidarsi agli esperti è l’unico modo per gestire la #webreputation e con cifre irrisorie, evitare di affrontare danni gravi.

Ed ora la top5 del PR Disaster 2014 [fonte buzzFeed]

  1. Justin Bieber, cantante, musicista e attore canadese, arrestato a gennaio di quest’anno  per droga e guida senza patente ha diffuso un video aggressivo non controllato e mal gestito dalla sua squadra di PR. Disastro non ancora recuperato.
  2. L’invasione della Russia in Crimea. Il 27 febbraio  uomini mascherati hanno occupato il parlamento di Crimea e alzato la bandiera russa. Da allora la Russia ha ripreso la penisola di Crimea per terra e per mare. E’ nella lista perché la Russia non è riuscita a giustificare l’occupazione alla stampa internazionale .
  3. In uno zoo in Danimarca è stata uccisa una giraffa di fronte a dei bambini [NY Daily News / Via assets.nydailynews.com]. Lo Zoo di Copenaghen ha ucciso un esemplare  sano giraffa di fronte a bambini piccoli per ” scopi educativi” A peggiorare le cose , gli uomini dello zoo hanno alimentato con la giraffa i leoni (di fronte i bambini, naturalmente ). La ragione per uccidere la giraffa? Per evitare consanguineità , ma magari bastava inviare la giraffa a un altro zoo. Perché nella top5? Il team di pubbliche relazioni dello zoo ha fallito miseramente per convincere gli amanti degli animali di tutto il mondo che uccidere questa sana giraffa è stata una buona idea. Hanno aggiunto benzina sul fuoco.
  4. Malaysia Airlines. La Malaysia Airlines ha mal gestito i rapporti con una famiglia che delusa dal comportamento aziendale ha mantenuto accesa l’attenzione dei media con successo visto che il caso è arrivato fino a noi.
  5. Piers Morgan sulla CNN. Piers Morgan è stato licenziato perché creava problemi alla rete per arroganza. La rete non ha reagito bene.